“Qui Beirut”

BEIRUT 2006 - copyright world press photo award 2006Pubblico questa mail di un caro amico, Alessandro Pazzaglia, che si trova a Beirut per lavoro. Non è ancora rientrato in Italia, al momento so solo che oggi dovrebbe essere trasferito all’Ambasciata italiana della capitale libanese. Racconta a noi amici come ci si sente a trovarsi  in mezzo alla guerra per caso.  Ti aspettiamo presto in Italia Ale!

 

Arrivo il 7 Maggio alle ore 16.50 con un aereo di linea
della MEA da Roma, in programma un viaggio di lavoro come tanti altri, una visita ad un distributore della mia azienda (mia nel senso di quella dove lavoro..), alcune cose da chiarire e programmi per il futuro, insomma squallido business. Mi dicono che il Libano sia la Svizzera d’Oriente, ricco, pulito, pieno di stranieri che ci vengono in vacanza e a depositare i loro soldi; ma come e tutte le cose che si vedono in televisione? Le bombe, i casini? Naaa ma quello un vizietto che si portano dietro e con il quale onvivono da almeno 30 anni, no adesso la ituazione è tanquilla, almeno sembrerebbe. Succede però che Lunedì il governo libanese decide di fare un po’ di polizia con gli sciiti, allora sequestra la rete di comunicazione segreta (mica tanto) degli Hezbollah quella che era servita nel passato per la resistenza a Israele e in più solleva dall’incarico il capo della sicurezza dell’areoporto di Beirut accusandolo di tenere sotto controllo le entrate e le uscite dal paese illegalmente. Nessuno a livello internazionale parla di questo ma gli Hezbollah si incazzano come delle iene e cominciano per l’ennesima volta a protestare contro un governo che secondo loro non li rappresenta abbastanza ed è colpevole di essere troppo filo-americano, addirittura lo accusano che con queste mosse voglia trasformare l’areoporto di Beirut in una base per la Cia e l’Fbi. Le formazioni sono composte dagli Hezbollah filo-iraniani/siriani e i sunniti filo-americani. Gli USA e
gli Arabi integralisti che fanno a braccio di ferro in Libano, la terra dei Limoni. Che stronzi! La situazione si scalda ma nessuno dice niente….il mio volo parte Mercoledì mattina alle 10.15 da Roma, fa scalo
a Milano da dove riparte verso le 12 per Beirut. Tutto tranquillo. Mentre atterriamo 2 ragazzi Libanesi mi augurano un buon business…sempre che riusciamo ad arrivare a Beirut…la situazione “seems to be complicated over there”. Chissà che vorranno dire. Sul mio aereo c’è anche il mio distributore che è
salito a Milano, un saluto e poi giù a dormire tutti e 2 fino a destinazione. Ci svegliamo e facciamo 2 chiacchiere, mi spiega che c’è uno scipoero generale a Beirut ma che tutto si risolverà nel giro di poche ore, anzi forse quando atterreremo sarà già risolto; dovrebbe durare solo un giorno e siamo fortunati per questo perchè l’ultima volta ci sono scappati 9 morti!!!!  Sciopero Generale?!?!?!?!?!  Arriviamo e all’uscita tutti si agitano, io penso è normale, ‘sti arabi anche quando sono tranquilli sembra che sono incazzati con il mondo!>. Mi ferma un tipo italiano, forse dell’ambasciata (ah! se gli avessi dato retta!): <Sei Italiano?>
<Sì>
<Sai già come uscire dall’areporto?>
<Sì, sono con un Libanese, anzi vado sennò lo perdo,
<Grazie>
<Comunque se hai problemi siamo qui!>
<Ok> Forse se mi avesse detto “salve sono dell’ambasciata qui sta succedendo un casino perchè non se ne torna a casa?” avrei capito l’antifona. Invece no.  Usciamo e comincia una contrattazione del tipo Libanese con una serie di personaggi, esercito, pseudotaxisti, donnette, tutti urlano e sudano. Arrivano macchine e scooter, tutti sgommando e urlando e sudando. Montiamo su una monovolume con le valigie e tutto il resto. Ci sono due autisti, nel senso che sono seduti in due al posto di guida uno sopra l’altro. Cazzo questo mi doveva fare insospettire. Il mio amico continua a parlare al cellulare. In arabo e io non capisco niente. Facciamo un chilometro schivando sassi e vetri rotti. Niente di più di cose già viste ai derby più caldi o a qualche manifestazione no global. Arriviamo ad un primo posto di blocco degli sciiti, scendiamo dalla macchina e proseguiamo a piedi in mezzo alle barricate, un po’ peso ma quasi pittoresco. Poi un secondo posto, ma sempre ci aprono un varco, per andare avanti paghiamo varie mazzette, sempre uguali ‘sti arabi, basta che prendono i soldi, penso io. Montiamo su un’altra macchina e cominciamo una gimcana
(si scrive così? esiste ‘sta parola?) tra le pietre, le gomme bruciate, macchine e motorini che non seguno più
il senso della strada. Giriamo per 20 min sui cavalcavia, riscendiamo e risaliamo. Finalmente entrimao in un
quartiere o meglio una baraccopoli che poi vengo a sapere essere il quartiere sciita. La situazione sembra già più tranquilla. C’è tanta povertà, è tutto distrutto, è la classica Beirut come è nell’immaginario collettivo,
la Beirut bombardata.  Dopo molti violi tra case distrutte cominciamo ad entrare nella Beirut popolare (quella di prima era disumana…) case vecchie degli anni settanta o primi ottanta, insomma del dopo guerra (la loro). Ci sono posti di blocco dell’esercito ma noi passiamo sempre. La situazione sembra andare verso la normalità. C’è l’esercito armato fino ai denti e i tank in mezzo alla strada ma sembra tutto più o meno tranquillo. Entriamo nelle zone ricche, super palazzoni (non roberto..) con pareti di cristallo, quelli che pubblicizzavano sulla rivista dell’aereo “investi nel real estate in Libano, rivalutazione sicura!”, alberghi a 4 e 5 stelle, il mare, il lungomare pieno di palme, lo yacht club. Cazzo, figata! Il mio distributore mi assicura che tutto tornerà tranquillo il giorno dopo, forse. FORSE?!?!?!?!?! e me lo dici così? che vuol dire forse?!?! Mi spiega allora cosa è successo tra governo sunnita e opposizione sciita! Cazzo ma non me lo poteva dire prima di partire?!?!?!?!?! Vengono a cena nel mio albergo e li vedo con una faccia scura:<Che succede?>
<Mi sa che questa volta non si chiude in una giornata>
<Bene, e io come torno?>
<Non preoccuparti, domani vediamo come evolve…>

Domani arriva (oggi…)(o ieri…dipende), la mattina mi vengono a prendere e andiamo in giro per la città; c’è un casino di gente, traffico, negozi aperti, ma le faccie sempre scure:<Notizie sulla situazione?>
<Non si sa ancora niente, alle 12 si saprà>

Poi diventano le 16. Nel frattempo andiamo a pranzo in un bel ristorante, è pieno di gente. Prima delle 16 mi riportano in hotel per un riposino ma io non sono stanco, più tardi capirò che probabilmente volevano aspettare le fatidiche 16 a casa loro. Scatta l’ora X e Nasrallah il capo degli sciiti (c’hanno sempre bisogno di un coglione esaltato che decide delle loro vite!!!!) fa una video conferenza (perchè lui si caga in mano!) e dice che con il loro comportamento il governo sunnita gli ha dichiarato guerra e che se non ritornano sulle loro decisione il popolo sciita non esiterà a combattere contro i fratelli mussulmani e i cristiani (perchè già che c’erano ce se so’ messi de mezzo pure questi!!!).  Dopo 30 min dalla dichiarazione di guerra scoppia l’inferno!  Dalla mia camera si sentono raffiche di mitra a rotta di collo, non due schioppettate come i nostri cacciatori di quaglie, mitragliate, quelle vere. Mi affacio alla finestra (lo so che non si deve fare, ma la curiosità è troppo forte!) e vedo gente scappare, macchine che corrono all’impazzata, militari che imbracciano i fucili. Sparano, Sparano, Sparano, ‘sti deficenti si stavano sparando, l’uno contro l’altro, fratello contro fratello. Ma saranno idioti!!!!  La strada sotto l’albergo si è svuotata in un attimo. Ma da qualche via limitrofa arrivava il suono assordante della guerra. Mitra e granate. 1 ora di fuoco ininterrotto. Mi sono cagato in mano. Non era esattamente come vedere la Gruber in Tv, era un po’ più forte. Ogni tanto controllavo che non arrivassero sotto l’albergo, il rumore era fortissimo, sarà perchè le strade erano vuote e rimbombava tra i palazzi ma sembrava fossero in camera! La guerra fa paura! Come sono felice di essre nato e vivere in Italia. Mi sta simpatico anche Berlusconi! Va bhè…. Mi chiama l’ambasciata italiana che io avevo contattato prima di tutto ‘sto casino per sapere se il mio volo del giorno dopo era annullato o c’era ancora qualche speranza. Mi dice di rimanere in Hotel che la mia è una
zona calda (sì, anche il mio culo!) e di aspettare disposizioni che appena possibile mi avrebbero fatto
sapere. Ho 2 canali, quello ufficiale dell’ambasciata che mi farà sapere e quello del mio distributore che mi farà sapere. Si poteva uscire dal Libano andando in Siria ma la via di Damasco è stata bloccata da questi fanatici del cazzo! Si potrebbe uscire via mare andando a Cipro ma attualmente non si può uscire dall’hotel. Staremo a vedere. Nel frattempo continuano a sparare e a tirare bombe, meno ma fanno paura. Ho cenato in albergo con 2 tedeschi (mai che in queste situazioni ci si trovasse con 2 ukraine! cazzo almeno me la godevo!) nella stessa mia situazione. Abbiamo fumato Marlboro e bevuto vino e mi è venuto un conato di
letteratura! Ho dovuto scrivere per far scendere la tensione. Se siete arrivati fino in fondo vuol dire che avete avuto pazienza, grazie!

Peace and Love
Alessandro Pazzaglia
Beirut 9 Maggio 2008


One thought on ““Qui Beirut”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...