The Poetics of Independence

patti smithLast night Patti Smith rocked the Auditorium in Rome. Sitting next to me was an eight year-old boy with glasses watching who could be his grandma tear the strings off her feedback-droning Stratocaster, on her knees in a pool of sweat. On her chest an oversized white t-shirt with “LOVE” scribbled by hand beneath the universal symbol for peace. Her voice was hoarse as she umphed and yowled some of her best songs, which are some of anyone’s best songs. I have a secret to reveal about Patti: I owe her my life.

Well, not exactly. But when I was young and impressionable her music took hold of me no less than her message. “Piss Factory” practically singlehandedly drove me to New York City with a  suitcase and a roll of twenties in my pocket. I knew nobody, had no prospects, no degree. But I knew where I was headed as I careened toward my twenty-first birthday. I got a job in a bookstore where I knew Patti had worked. I drank and wrote poems and put some of them to music. I followed, almost literally, in her footsteps. A few years later, and in another bookstore, I would meet her. It was like meeting an old friend for the first time. And I still have my autographed vinyl copy of “Horses”, my only celebrity conquest.

Her message, as I perceived it, was bold and simple. It was tailor-made to a generation, perhaps, but no less authentic. It can be summed up in one of her images, the “sea of possibilities”. It gave me and countless others the impetus to imagine something more than an ordinary life, something to aspire to. And even if life has since become more ordinary than it was in New York when I was twenty, the dream is still there, like Wallace Stevens’ palm at the end of the mind. It burns in the back of the cerebellum and will not let go. This is the power not just of rock, but of poetry. It is the power of art.

Marc Alan Coenalso in the NEWYORKERS section of this blog.


6 thoughts on “The Poetics of Independence

  1. A me è capitato qualcosa di simile alcuni anni fa, ad Alba in Piemonte. Nella picco cappella di paese un cantante-autore-poeta che stimo ed ammiro dava un concerto in memoria di Beppe Fenoglio, partigiano bianco autore di libri come – Una questione privata- e – Il partigiano Jonny- .
    Il cantante in questione è italiano, parla italiano ed è perfetto per i canti degli Alpini così come per i canti Gregoriani.
    L’atmosfera era solenne ma al tempo stesso familiare poichè concentrata e in un luogo santo e dal ristretto numero di persone ( la cappella di Alba è minuscola).
    Per certi versi anche a me la musica di G.L. Ferretti ha salvato la vita, me l’ha resa più profonda, mi ha avvicinato a qualcosa che è sacro come intonare poesie in alta quota, regalandola al vento di montagna.
    Trovandomici a contatto nel dopo concerto e scambiando due parole la cosa più gradita e sorprendente è stata la sensazione di non trovarmi di fronte ad una star, ad un’eccentrica autorefernziale persona pubblica, al contrario:
    Avrebbe potuto essere benissimo una persona qualunque incontrata in un posto qualunque mentre bevi una cosa qualunque.. una persona qualunque dotata però di rara delicatezza e profondità d’animo per la bellezza della vita, dei gesti e dei colori…

  2. A me è capitato qualcosa di simile alcuni anni fa, ad Alba, in Piemonte. Nella piccola cappella di paese un cantante-autore-poeta che stimo ed ammiro dava un concerto in memoria di Beppe Fenoglio, partigiano bianco autore di libri come
    – Una questione privata- e – Il partigiano Jonny- .
    Il cantante in questione è italiano, parla italiano ed è perfetto per i canti degli Alpini così come per i canti Gregoriani.
    L’atmosfera era solenne ma al tempo stesso familiare poichè concentrata e in un luogo santo e dal ristretto numero di persone ( la cappella di Alba è minuscola).
    Per certi versi anche a me la musica di G.L. Ferretti ha salvato la vita, me l’ha resa più profonda, mi ha avvicinato a qualcosa che è sacro come intonare poesie in alta quota, regalandole al vento di montagna.
    Trovandomici a contatto nel dopo concerto e scambiando due parole la cosa più gradita e sorprendente è stata la sensazione di non trovarmi di fronte ad una star, ad un’eccentrica autorefernziale persona pubblica, al contrario:
    Avrebbe potuto essere benissimo una persona qualunque incontrata in un posto qualunque mentre bevi una cosa qualunque.. una persona qualunque dotata però di rara delicatezza e profondità d’animo per la bellezza della vita, dei gesti e dei colori…

  3. One of my favorite songs by Patty Smith is “Holly”. Wich is actually a poem written by Allen Ginsberg.
    I think that Patty and Allen, both smoked quite a lot of marihuana, and both travelled quite a lot, by the way.
    Both are freaks. Freaks are great!!!

  4. patty la mia musa …ispiratrice più sporca è più la amo ..grande grande …se ne sbatte di tutti e tutti la adorano ..è un mito era anni ke nn avevo un mito lei mi sta regalando le emozioni di rabbia adolescenziale ke conservo cn gelosia
    grande patty

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