Virginia Daily/2

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E’ stato un secondo undici settembre. Segni di solidarieta’ alle vittime del Virginia Tech si vedono ovunque. Accanto alle bandiere americane appaiono quelle dell’Universita’ virginiana. Alcuni ragazzi indossano felpe con il simbolo VT. Fiocchi colorati di giallo e rosso sono appesi alle cassette USmail di molte case. Camminando per le strade della capitale, Richmond, salta agli occhi la scritta “God Bless the VT” a lettere capitali nel lunotto posteriore di una grande jeep. La strage ormai siglata 4/16, quattro aprile 2007, sembra aver colpito al cuore la cittadinanza dello Stato di Virginia. Il simbolismo ricorda il 9/11 ma il problema non e’ il terrorismo. E non sembra che ci sia tanta voglia di avere una reazione immediata e altrettanto forte per rispondere a questo attacco. E non se ne parla molto. C’e’ molta piu’ retorica che vero dibattito. A stento si leggono nel Richmond Times Dispatch le opinioni contrastanti di due esperti del settore. David Adams, presidente del Virginia Shooting Sport Association, difende la National Rifle Association dagli attacchi della stampa, e punta il dito su coloro che approfittano di questa tragedia per riempire una agenda politica. E’ risaputo che mettere in discussione il mercato delle armi leggere negli Stati Uniti e’ una decisione politicamente impopolare. Tuttavia dalle pagine del Richmond Times emergono delle proposte di riforma concreta. Paul Helmke, presidente del Brady campaign to Prevent Gun Violence, attacca le deboli leggi sul possesso di armi. Un blando controllo sul background dell’ acquirente, la possibilita’ di acquistare un’arma al mese, il mercato nero e quello unlicensed, sono tra i primi punti da valutare. Per Helmke la giusta strategia e’ quella di aumentare il controllo rendendo piu’ facilmente identificabile chi commette il crimine. Ossia richiedendo alle industrie di armi di rendere indentificabili le proprie produzioni, con un numero di serie per ogni pezzo, e di attribuire tale traccia al suo futuro acquirente. Regole deterrenti dal commettere crimini non serie limitazioni al possesso di armi. C’e’ grande attenzione nel non toccare la sacralita’ costituzionale della proprieta’ privata negli Stati Uniti. Tuttavia anche le migliori idee devono scontrarsi con la realta’. Anche se entrasse in vigore una legge che impone l’identificabilita’ dei singoli pezzi di armi, le stesse non entrerebbero in circolo se non nel giorno di almeno 10 o 20 anni prima che siano esaurite quelle gia’ in circolazione. E non e’ pensabile una sostituzione in blocco perche’ la criminalita’ organizzata e’ sempre in cerca di buoni affari. E, andrebbe aggiunto, che anche se i controlli identificativi fossero stati piu’ stretti gia’ da ora non avrebbero contribuito a salvare nessuna delle 32 vite perse nel campus del Virginia Tech. E l’identificazione immediata il suo carnefice suicida sarebbe stata inutile.


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