Sarti e Sartori

Aiuto, non capisco l’editoriale di Giovanni Sartori nel Corrierone di oggi!!! Insomma si parla dell’ennesima riforma della legge elettorale, questa volta “condivisa”, TRA CHI? – si chiede giustamente Sartori – “Tra tutti, ivi inclusi i nanetti (partitini, partitucci e cespugliotti), oppure dai partiti maggiori di entrambi gli schieramenti senza nanetti?”. Fin qui, tutto liscio, poi l’occhio scorre sugli esempi dei sistemi elettorali spagnolo, francese e tedesco – due proporzionali corretti e un maggioritario a doppio turno – e sembra che il ritorno al sistema proporzionale in Italia non dispiaccia affatto all’editorialista del CdS. Strano, dall’incipit sembrava andasse a parare sull’inutilità della frammentazione partitica in Italia, che paralizza e tiene in scacco il Paese da lungo tempo. Poi ancora qualche riga in più e voilà arriva il quid: …Il bipolarismo a livello elettorale non dipende dal sistema elettorale”…Sono confusa a questo punto. Sartori dice che le “distribuzioni bipolari” vengono metabolizzate dall’elettorato. Mah, è forse possibile in Germania e in Spagna, ma non mi sembra proprio il caso italiano. Mi sembra che si stia invece invocando l’Unità Nazionale in salsa teutonica, quasi un miraggio per il caso italiano. Difficilmente credo che il pur ricercato taglio sartoriale di Sartori riesca a far ragionare i partitucci e cespugliotti da una parte e gli strenui fans bipolari dall’altra. Pessimismo. Anzi. Pessimo.


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