La difesa della Razza

razza.jpg“E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” Albert Einstein

Il razzismo non è morto. Vive nella quotidianetà sotto forma di insulto dall’estrema efficacia e brutalità, utilissimo per smorzare un tipo di discussione interculturale sclerotizzata in stereotipi nelle sue estreme conclusioni. Razzismo è anche un concetto che si presume superato nel mondo post-olocausto europeo, ma che in realtà serpeggia tra le opinioni individuali non espresse. E’ una falsa morte. Una tomba che tutti omaggiano con fiori e inchini ma che dentro è vuota. Perchè in realtà il razzismo è stato traslato in altre forme espressive la cui formazione segue regole dettate dal conformismo intellettuale e dai freni morali imposti dall’etichetta. La memoria obbligatoria è controproducente. Provoca l’effetto opposto. Acuisce i sensi di colpa delle persone, le obbliga ad autocensurarsi i pensieri senza aggiungere praticamente nulla alla mera autoesaltazione nella scelta di concordia universale tra i popoli che non esiste. E non obbliga i nuovi profeti dello scontro di civiltà e della superiorità occidentale ad imparare dalla storia. Ma soprattutto serve alla costruzione del successo di scaltri politici che da una parte e dall’altra del mondo si servono della Shoà nei modi più svariati: come bacino di raccolta di voti o come strumento di consenso delle masse. E’ anche utile come pietra di paragone dei genocidi moderni e contemporanei per i funzionari delle organizzazioni umanitarie internazionali. Ma il giorno della memoria non spiega a sufficienza come si produce e riproduce l’odio. E come entri in una agenda politica. Soprattutto non dice, ma evoca, e si dimentica l’oggi.


4 thoughts on “La difesa della Razza

  1. Totalmente d’accordo!
    Questa strumentalizzazione della Shoà, evoca le tragedie e le colpe passate e si dimentica delle tragedie e delle colpe presenti! Siamo immersi in una soffocante ipocrisia!

  2. non capisco bene la critica: a me sembra che il giorno della memoria non abbia solo buona copertura mediatica, ma che abbia anche “forza” politica. ci sono stati un bel po di ‘eventi’ politici, la scorsa settimana, che sono riconducibili al giorno della memoria. e non parlo di manifestazioni: parlo dell’uscita di napolitano, di mastella e, perche’ no, pure della provocazione del cav. su fini.

    certo, non e’ un momento storico, ma politico. il suo lavoro politico, la manifestazione lo fa. quello storico, hai ragione, e’ un’altra questione…

    nullo

  3. Ipocrisia è appunto quello che volevo denunciare. E’ un post ermetico, senz’altro. Più esplicitamente direi che mi preoccupa l’effetto che tali, pur significative manifestazioni politiche, hanno sulle MASSE per capirci. Sarebbe meglio auspicabile che un lavoro sottile sulla COSCIENZA CIVILE dei cittadini sia meno visibile, meglio distribuito nel tempo, più sottile ma più efficace a lungo termine. Concretamente: introdurre lezioni obbligatorie di STORIA DELLE RELIGIONI nelle scuole – pensate che gran parte della gente ancora non sa che “cos’è un ebreo”. Dare lezioni di civiltà attraverso reali POLITICHE DI INTEGRAZIONE reali e non chiacchierate solo nei giornali – la xenofobia nei confronti dei musulmani va combattuta dall’alto delle decisioni politiche. E insomma non mandare segnali contrastanti corteggiando le comunità ebraiche italiane e seguendo una politica del due piedi in due staffe…grazie siete stimolanti! Marta

  4. ciao Martha! mi fa piacere curiosare nel tuo sito. interessante!
    ti do una piccola buona notizia: nella mia scuola (un liceo di Roma) i ragazzi fanno lezioni (non obbligatorie ahimè, ma in orario curriculare) per conoscere le altre religioni (a partire da quella ebraica e mussulmana) con interventi di esponenti delle varie religioni. inoltre spesso invitiamo rifugiati da molti paesi (tramite il centro Astalli) per conoscere “gli sconosciuti” e tentare di parlare di integrazione tramite la conoscenza diretta delle esperienze degli altri.
    comunque troppo poco, I know. ciao, buon lavoro anzi buoni lavori! Cristiana

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