Iranian bloggers like

Web image blog A.Mokhtabad

Citizen journalism. E’ questa l’esatta definizione da attibuire a chi comunica attraverso un blog contenuti rilevanti rispetto a una definita realtà politica, culturale e sociale. La missione dei bloggers del mondo cresce al diminuire della libertà d’espressione consentita nei paesi in cui vivono. Ecco perchè una legge restrittiva sul free blogging fa notizia se riguarda un paese come l’Iran. Il lancio viene dal web site della BBC: Iranian bloggers on web restrictions. I bloggers iraniani hanno infatti accolto con rabbia una legge del governo che gli impone di registrare i propri websites e weblog presso le autorità. E i giornalisti della BBCPersian  hanno raccolto sei interviste per sondare le reazioni immediate. Questa legge colpisce chiamente i bloggers identificabili nella loro identità. E non quelli anonimi, sotto pseudonimo o che vivono e scrivono fuori dall’Iran. «Il governo iraniano dovrebbe ricordare che cosa sta succedendo in Cina – dice il blogger Abolhassan Mokhabad – dove circa trenta mila persone lavorano attualmente per controllare i weblog cinesi». Censura applicata al web dunque. Ma per fortuna Reporters Sans Frontieres mette a disposizione nel suo sito un Handbook for bloggers and cyber-dissidents dove è possibile trovare “technical ways to get around censorship” e mantenere l’anonimato. Per chi è già famoso forse questo manuale non servirà a molto perchè i suoi post finiscono spesso citati nei grandi giornali internazionali. E’ infatti successo recentemente al blogger iraniano-canadese Hossein Derakhshan ospitato dall’Università israeliana Ben Gurion in una conferenza dedicata al Medio Oriente.  Il suo intervento “Blogging as a Realm of Opposition in the Middle East” è stato poi riportato dal giornale israeliano Haaretz. Una vera sorpresa per questo blogger originale, entusiasta della rivoluzione iraniana, che ritiene l’Iran, dopo Israele, il paese più libero del Medio-Oriente e Tel Aviv una città la cui vita notturna è paragonabile a quella di Teheran. Grazie al sito di Hoder,  il cui acceso è stato bloccato in Iran dalle autorità, abbiamo appreso con piacere quanto gli Iranian bloggers like blogging!


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