May 12, 2008
“Qui Damasco”
Le ultimissime dicono che Alessandro sia in partenza da Damasco, Siria, per l’Italia. Bentornato Ale!
Le ultimissime dicono che Alessandro sia in partenza da Damasco, Siria, per l’Italia. Bentornato Ale!
Pubblico questa mail di un caro amico, Alessandro Pazzaglia, che si trova a Beirut per lavoro. Non è ancora rientrato in Italia, al momento so solo che oggi dovrebbe essere trasferito all’Ambasciata italiana della capitale libanese. Racconta a noi amici come ci si sente a trovarsi in mezzo alla guerra per caso. Ti aspettiamo presto in Italia Ale!
Arrivo il 7 Maggio alle ore 16.50 con un aereo di linea
della MEA da Roma, in programma un viaggio di lavoro come
tanti altri, una visita ad un distributore della mia
azienda (mia nel senso di quella dove lavoro..), alcune
cose da chiarire e programmi per il futuro, insomma
squallido business.
Mi dicono che il Libano sia la Svizzera d’Oriente,
ricco, pulito, pieno di stranieri che ci vengono in vacanza
e a depositare i loro soldi; ma come e tutte le cose che si
vedono in televisione? Le bombe, i casini? Naaa ma quello
è un vizietto che si portano dietro e con il quale
convivono da almeno 30 anni, no adesso la situazione è
tranquilla, almeno sembrerebbe.
Succede però che Lunedì il governo libanese decide di fare
un po’ di polizia con gli sciiti, allora sequestra la
rete di comunicazione segreta (mica tanto) degli Hezbollah
quella che era servita nel passato per la resistenza a
Israele e in più solleva dall’incarico il capo della
sicurezza dell’areoporto di Beirut accusandolo di
tenere sotto controllo le entrate e le uscite dal paese
illegalmente.
Nessuno a livello internazionale parla di questo ma gli
Hezbollah si incazzano come delle iene e cominciano per
l’ennesima volta a protestare contro un governo che
secondo loro non li rappresenta abbastanza ed è colpevole
di essere troppo filo-americano, addirittura lo accusano
che con queste mosse voglia trasformare l’areoporto di
Beirut in una base per la Cia e l’Fbi.
Le formazioni sono composte dagli Hezbollah
filo-iraniani/siriani e i sunniti filo-americani. Gli USA e
gli Arabi integralisti che fanno a braccio di ferro in
Libano, la terra dei Limoni. Che stronzi!
La situazione si scalda ma nessuno dice niente….il mio
volo parte Mercoledì mattina alle 10.15 da Roma, fa scalo
a Milano da dove riparte verso le 12 per Beirut. Tutto
tranquillo.
Mentre atterriamo 2 ragazzi Libanesi mi augurano un buon
business…sempre che riusciamo ad arrivare a Beirut…la
situazione “seems to be complicated over there”.
Chissà che vorranno dire.
Sul mio aereo c’è anche il mio distributore che è
salito a Milano, un saluto e poi giù a dormire tutti e 2
fino a destinazione. Ci svegliamo e facciamo 2 chiacchiere,
mi spiega che c’è uno scipoero generale a Beirut ma che
tutto si risolverà nel giro di poche ore, anzi forse quando
atterreremo sarà già risolto; dovrebbe durare solo un
giorno e siamo fortunati per questo perchè l’ultima
volta ci sono scappati 9 morti!!!!
Sciopero Generale?!?!?!?!?!
Arriviamo e all’uscita tutti si agitano, io penso
è normale, ’sti arabi anche quando sono tranquilli
sembra che sono incazzati con il mondo!>. Mi ferma un
tipo italiano, forse dell’ambasciata (ah! se gli avessi
dato retta!):
<Sei Italiano?>
<Sì>
<Sai già come uscire dall’areporto?>
<Sì, sono con un Libanese, anzi vado sennò lo perdo,
<Grazie>
<Comunque se hai problemi siamo qui!>
<Ok>
Forse se mi avesse detto “salve sono
dell’ambasciata qui sta succedendo un casino perchè
non se ne torna a casa?” avrei capito l’antifona.
Invece no.
Usciamo e comincia una contrattazione del tipo Libanese con
una serie di personaggi, esercito, pseudotaxisti, donnette,
tutti urlano e sudano.
Arrivano macchine e scooter, tutti sgommando e urlando e
sudando. Montiamo su una monovolume con le valigie e tutto
il resto. Ci sono due autisti, nel senso che sono seduti in
due al posto di guida uno sopra l’altro. Cazzo questo mi
doveva fare insospettire. Il mio amico continua a parlare al
cellulare. In arabo e io non capisco niente.
Facciamo un chilometro schivando sassi e vetri rotti.
Niente di più di cose già viste ai derby più caldi o a
qualche manifestazione no global. Arriviamo ad un primo
posto di blocco degli sciiti, scendiamo dalla macchina e
proseguiamo a piedi in mezzo alle barricate, un po’
peso ma quasi pittoresco. Poi un secondo posto, ma sempre
ci aprono un varco, per andare avanti paghiamo varie
mazzette, sempre uguali ’sti arabi, basta che prendono
i soldi, penso io.
Montiamo su un’altra macchina e cominciamo una gimcana
(si scrive così? esiste ’sta parola?) tra le pietre,
le gomme bruciate, macchine e motorini che non seguno più
il senso della strada. Giriamo per 20 min sui cavalcavia,
riscendiamo e risaliamo. Finalmente entrimao in un
quartiere o meglio una baraccopoli che poi vengo a sapere
essere il quartiere sciita. La situazione sembra già più
tranquilla. C’è tanta povertà, è tutto distrutto, è
la classica Beirut come è nell’immaginario collettivo,
la Beirut bombardata.
Dopo molti violi tra case distrutte cominciamo ad entrare
nella Beirut popolare (quella di prima era disumana…)
case vecchie degli anni settanta o primi ottanta, insomma
del dopo guerra (la loro). Ci sono posti di blocco
dell’esercito ma noi passiamo sempre. La situazione
sembra andare verso la normalità.
C’è l’esercito armato fino ai denti e i tank in
mezzo alla strada ma sembra tutto più o meno tranquillo.
Entriamo nelle zone ricche, super palazzoni (non roberto..)
con pareti di cristallo, quelli che pubblicizzavano sulla
rivista dell’aereo “investi nel real estate in
Libano, rivalutazione sicura!”, alberghi a 4 e 5
stelle, il mare, il lungomare pieno di palme, lo yacht
club. Cazzo, figata!
Il mio distributore mi assicura che tutto tornerà
tranquillo il giorno dopo, forse. FORSE?!?!?!?!?! e me lo
dici così? che vuol dire forse?!?! Mi spiega allora cosa
è successo tra governo sunnita e opposizione sciita! Cazzo
ma non me lo poteva dire prima di partire?!?!?!?!?!
Vengono a cena nel mio albergo e li vedo con una faccia
scura:
<Che succede?>
<Mi sa che questa volta non si chiude in una giornata>
<Bene, e io come torno?>
<Non preoccuparti, domani vediamo come evolve…>
Domani arriva (oggi…)(o ieri…dipende), la mattina mi
vengono a prendere e andiamo in giro per la città;
c’è un casino di gente, traffico, negozi aperti, ma le
faccie sempre scure:
<Notizie sulla situazione?>
<Non si sa ancora niente, alle 12 si saprà>
Poi diventano le 16. Nel frattempo andiamo a pranzo in un
bel ristorante, è pieno di gente.
Prima delle 16 mi riportano in hotel per un riposino ma io
non sono stanco, più tardi capirò che probabilmente
volevano aspettare le fatidiche 16 a casa loro.
Scatta l’ora X e Nasrallah il capo degli sciiti
(c’hanno sempre bisogno di un coglione esaltato che
decide delle loro vite!!!!) fa una video conferenza
(perchè lui si caga in mano!) e dice che con il loro
comportamento il governo sunnita gli ha dichiarato guerra e
che se non ritornano sulle loro decisione il popolo sciita
non esiterà a combattere contro i fratelli mussulmani e i
cristiani (perchè già che c’erano ce se so’ messi
de mezzo pure questi!!!).
Dopo 30 min dalla dichiarazione di guerra scoppia
l’inferno!
Dalla mia camera si sentono raffiche di mitra a rotta di
collo, non due schioppettate come i nostri cacciatori di
quaglie, mitragliate, quelle vere. Mi affacio alla finestra
(lo so che non si deve fare, ma la curiosità è troppo
forte!) e vedo gente scappare, macchine che corrono
all’impazzata, militari che imbracciano i fucili.
Sparano, Sparano, Sparano, ’sti deficenti si stavano
sparando, l’uno contro l’altro, fratello contro
fratello. Ma saranno idioti!!!!
La strada sotto l’albergo si è svuotata in un attimo.
Ma da qualche via limitrofa arrivava il suono assordante
della guerra. Mitra e granate. 1 ora di fuoco ininterrotto.
Mi sono cagato in mano. Non era esattamente come vedere la
Gruber in Tv, era un po’ più forte. Ogni tanto
controllavo che non arrivassero sotto l’albergo, il
rumore era fortissimo, sarà perchè le strade erano vuote
e rimbombava tra i palazzi ma sembrava fossero in camera!
La guerra fa paura! Come sono felice di essre nato e vivere
in Italia. Mi sta simpatico anche Berlusconi! Va bhè….
Mi chiama l’ambasciata italiana che io avevo contattato
prima di tutto ’sto casino per sapere se il mio volo del
giorno dopo era annullato o c’era ancora qualche
speranza. Mi dice di rimanere in Hotel che la mia è una
zona calda (sì, anche il mio culo!) e di aspettare
disposizioni che appena possibile mi avrebbero fatto
sapere.
Ho 2 canali, quello ufficiale dell’ambasciata che mi
farà sapere e quello del mio distributore che mi farà
sapere.
Si poteva uscire dal Libano andando in Siria ma la via di
Damasco è stata bloccata da questi fanatici del cazzo! Si
potrebbe uscire via mare andando a Cipro ma attualmente non
si può uscire dall’hotel. Staremo a vedere.
Nel frattempo continuano a sparare e a tirare bombe, meno
ma fanno paura.
Ho cenato in albergo con 2 tedeschi (mai che in queste
situazioni ci si trovasse con 2 ukraine! cazzo almeno me la
godevo!) nella stessa mia situazione. Abbiamo fumato
Marlboro e bevuto vino e mi è venuto un conato di
letteratura!
Ho dovuto scrivere per far scendere la tensione. Se siete
arrivati fino in fondo vuol dire che avete avuto pazienza,
grazie!
Peace and Love
Alessandro Pazzaglia
Beirut 9 Maggio 2008
Veltroni aveva un bregno ieri sera!…! Non se l’aspettava. Pensava di fare un nuovo partito come si organizza un nuovo festival. Come quelli che negli ultimi tempi hanno intrattenuto piacevolmente i romani che col Festival delle Letterature e le serate di cultura dell’Auditorium parco della Musica si sono potuti distrarre dai problemi di tutti i giorni. Ma Il Partito Democratico e’ stata una bella creazione con raffinati slogan e campagne pubblicitarie, un modo gentile e politicamente corretto di spazzare via le pulci estremiste dal suo magnifico pelo lucido ben leccato. Questo si’, l’ha fatto e bene, ora le pulci dei partitini parassitini della sinistra sono fuori dal gioco, la festa delle nostalgie sovietiche e’ finita. Delitto e Castigo. Il bel PD e’ piu’ leggero quindi, forse anche troppo, anzi cosi’ tanto che e’ volato via con un soffio, non aveva nessuna zavorra di politiche passate che lo avrebbero incollato e mantenuto in sella al paese. Sono delle buste di piume e piumini di due anni di noie governative e una promessa di un magico e perfetto riformismo buonista. Ecco quindi che il Bull Dog del PDL l’ha azzannato e fatto a pezzettini. Che bei denti ha Berlusconi! Che sorriso di vittoria! E non ha neanche faticato tanto in campagna elettorale, e’ stata una vittoria scivolata dentro le sue tasche come una bustarella. Adesso con questa in tasca pero’ il favore a questa Italia va fatto! Assolutamente. Fare, decidere, agire non solo per guadagnarsi l’osso per se’. Ma anche per difendere questo paese dalla caduta libera.
Harry Edwards, ideologo delle proteste dei neri d’America contro la segregazione razziale alle Olimpiadi di Citta’ del Messico nel 1968, ha detto ieri intervistato da Repubblica:
“L’assegnazione dei Giochi e’ politica. Serve a lucidare i nazionalismi, a manifestare la superiorita’, non democraticita’. La mia idea e’ che i Giochi dovrebbero farsi sempre a Olimpia, in Grecia, dove sono nati…Cosi’ la gestione resta allo sport e non ai paesi che sfruttano le Olimpiadi per il loro trionfalismo”.
A Parigi la fiaccola e’ stata spenta dai manifestanti e sembra che il suo viaggio continui a FIAMMA ESTINTA per tutte le proteste che ha sollevato. Non solo TIBET pero’, non dimentichiamo di parlare di DARFUR, le persecuzioni e le uccisioni di massa che il governo del Sudan ha gia’ commesso per far spazio ai capitali cinesi che succhiano il nettare nero di quella terra. Non solo TIBET ma anche la mancanza di democrazia e liberta’ d’espressione in cina, dal lavoro schiavista e minorile al regime del partito unico.
AL-Italia perde ancora…si legge nel Corriere on-line:
TITOLO SOSPESO «…Mercoledì, prima dell’addio di Air France, Alitalia aveva chiuso con una flessione del 5,66% a 53 centesimi. (…) Ben comprato, invece, il titolo della compagnia francese, che è arrivato a guadagnare il 5% sulla scia della rinuncia all’aquisto della società italiana.»
53 centesimi!!!
“China: the world’s biggest prison for journalists and cyber-dissidents”

OLYMPIA 24 Marzo 2008 - All’accensione della fiaccola dei Giochi Olimpici 2008 i rappresentanti degli attivisti di REPORTERS SANS FRONTIERES hanno protestato pubblicamente contro il silenzio del Comitato Olimpico sulle ormai vecchie abitudini repressive del governo cinese in materia di liberta’ d’espressione. I dipartimenti della propaganda e della pubblica sicurezza, insieme alla polizia del cyber spazio, non hanno neanche pensato di abbandonare la pratica della censura nonostante le promesse fatte all’assegnazione dei giochi nel 2001. Chiusa la bocca e gli occhi degli osservatori insider e outsider, la violazione dei diritti umani di popolazioni come quella del Tibet - accusate di separatismo - restano sullo sfondo di una irenica manifestazione sportiva mondiale. Circa 30 giornalisti e 50 internet users cinesi sono detenuti nelle carceri di Pechino, alcuni dal 1980. Il governo blocca l’accesso a migliaia di siti web di informazione, comprese dieci stazioni radio in lingua cinese, tibetana e Uygur. Da poco la cyber-police si e’ concentrata sul blocco di blog e video-sharing websites come You-tube accusati di essere sovversivi.
In occasione delle olimpiadi di Mosca nel 1980 Vladimir Bukovsky, dissidente russo, commento’: “Politicamente un grave errore; umanamente un atto vile; legalmente, un crimine.”
La più bella donna d’Oriente si guarda allo specchio e si vede di colpo invecchiata, abbrutita. I suoi occhi non brillano più, sono lucidi, afflitti, quasi sembrano riempirsi di lacrime amare e calde. Ma non sono gli oltre tremila anni d’età il motivo di questa disperazione, Gerusalemme non teme gli anni di troppo. Il suo fascino sta proprio nella vecchiaia, nella sua stessa Storia. Il Tempo che avvolge le sue dolci colline l’ha resa attraente e contesa per secoli. Innumerevoli amanti-dominatori hanno lasciato segni feroci nella sua anima e si ostinano a segnare il suo volto. Il regno di Davide, quello babilonese, persiano, greco, romano, musulmano di Damasco o Baghdad, crociato o turco, o che sia inglese, sono stati attratti e sedotti da Gerusalemme a testimonianza della sua bellezza.
Gerusalemme piange e rimpiange una quiete perduta. Ricorda le numerose distruzioni e ricostruzioni di mura, case, quartieri, luoghi a lei cari e sacri. E’ spezzata, divisa, contesa. Un cumulo di rovine compongono il mosaico della sua esistenza, come fosse la personalita’ di una donna. Una donna illusa e tradita piu’ volte da una speranza di pace. Solo una memoria pesante e opprimente, una totale assenza di concordia e d’armonia. Il tributo di lacrime e sangue pagato non e’ sufficente a riscattare la sua felicità, e neanche quella di coloro che per secoli l’hanno invocata nelle loro preghiere, aspirando a ricongiungersi a lei e ad amarla. Gerusalemme non ha mai dimenticato Davide, il suo primo amore. Se è vero che “dieci misure di bellezza furono donate al mondo e nove furono prese da Gerusalemme” - talmud babilonese - e’ allora l’eccesso di bellezza causa di tragedia.
Appunti di Martha durante il suo primo viaggio a Grusalemme
Jerusalem 4 Gennaio 2003 / 1 Shvat 5763
Aspettando Aprile tutto tace. Tra qualche spruzzatina di veleno sul PD e un’onda di confusione tra le anime sole del vecchio Polo delle Liberta’. Paorama ha scritto a grandi lettere in copertina della scorsa settimana: PAURA DI VOTARE. Forse andrebbe aggiunta anche la PAURA DI GOVERNARE questo Paese, della quale probabilmente non ne sono certamente immuni anche i brandelli di partito piu’ sicuri. Dopotutto uno (PD) e’ ancora in fase costitutiva, e’ del tutto nuovo e non ha alle spalle nessuna storia attiva su cui costruire. L’altro, o gli altri, ancora fondano la loro identita’ in un senso di opposizione totale!!! C’e’ da avere veramente paura…
“Tra le montagne di spazzatura che hanno invaso le strade di Napoli, si rafforza la sensazione che qualcosa e’ andato veramente male in Italia” - l’analisi di Christian Fraser su BBC comincia cosi’ e prosegue - “E’ un chiaro segno del fallimento del paese nel fronteggiare la corruzione dominante al suo interno.” … “L’Italia rimane uno dei paesi peggio governati in Europa” … “E’ stato un matrimonio di convenienza tra i cattolici del centro e i comunisti dell’estrema sinistra. Ma in questa settimana - tra altre accuse di corruzione - e’ tutto finito in un divorzio disordinato.” … “La gente comune si sente tradita” … “Con tutte le allenze scivolose comuni alla politica italiana, e’ tutto molto caotico. E al momento, e’ chiaro che l’Italia rimane difronte a uno scenario di povere scelte” …
Martha aggiunge un pur incredulo auspicio per la fine di questo CARNEVALE ITALIANO tra MASCHERE di CORRUZIONE e CARRI DI SPAZZATURA POLITICA!!!