May 10, 2008...11:35 am
“Qui Beirut”
Pubblico questa mail di un caro amico, Alessandro Pazzaglia, che si trova a Beirut per lavoro. Non è ancora rientrato in Italia, al momento so solo che oggi dovrebbe essere trasferito all’Ambasciata italiana della capitale libanese. Racconta a noi amici come ci si sente a trovarsi in mezzo alla guerra per caso. Ti aspettiamo presto in Italia Ale!
Arrivo il 7 Maggio alle ore 16.50 con un aereo di linea
della MEA da Roma, in programma un viaggio di lavoro come
tanti altri, una visita ad un distributore della mia
azienda (mia nel senso di quella dove lavoro..), alcune
cose da chiarire e programmi per il futuro, insomma
squallido business.
Mi dicono che il Libano sia la Svizzera d’Oriente,
ricco, pulito, pieno di stranieri che ci vengono in vacanza
e a depositare i loro soldi; ma come e tutte le cose che si
vedono in televisione? Le bombe, i casini? Naaa ma quello
è un vizietto che si portano dietro e con il quale
convivono da almeno 30 anni, no adesso la situazione è
tranquilla, almeno sembrerebbe.
Succede però che Lunedì il governo libanese decide di fare
un po’ di polizia con gli sciiti, allora sequestra la
rete di comunicazione segreta (mica tanto) degli Hezbollah
quella che era servita nel passato per la resistenza a
Israele e in più solleva dall’incarico il capo della
sicurezza dell’areoporto di Beirut accusandolo di
tenere sotto controllo le entrate e le uscite dal paese
illegalmente.
Nessuno a livello internazionale parla di questo ma gli
Hezbollah si incazzano come delle iene e cominciano per
l’ennesima volta a protestare contro un governo che
secondo loro non li rappresenta abbastanza ed è colpevole
di essere troppo filo-americano, addirittura lo accusano
che con queste mosse voglia trasformare l’areoporto di
Beirut in una base per la Cia e l’Fbi.
Le formazioni sono composte dagli Hezbollah
filo-iraniani/siriani e i sunniti filo-americani. Gli USA e
gli Arabi integralisti che fanno a braccio di ferro in
Libano, la terra dei Limoni. Che stronzi!
La situazione si scalda ma nessuno dice niente….il mio
volo parte Mercoledì mattina alle 10.15 da Roma, fa scalo
a Milano da dove riparte verso le 12 per Beirut. Tutto
tranquillo.
Mentre atterriamo 2 ragazzi Libanesi mi augurano un buon
business…sempre che riusciamo ad arrivare a Beirut…la
situazione “seems to be complicated over there”.
Chissà che vorranno dire.
Sul mio aereo c’è anche il mio distributore che è
salito a Milano, un saluto e poi giù a dormire tutti e 2
fino a destinazione. Ci svegliamo e facciamo 2 chiacchiere,
mi spiega che c’è uno scipoero generale a Beirut ma che
tutto si risolverà nel giro di poche ore, anzi forse quando
atterreremo sarà già risolto; dovrebbe durare solo un
giorno e siamo fortunati per questo perchè l’ultima
volta ci sono scappati 9 morti!!!!
Sciopero Generale?!?!?!?!?!
Arriviamo e all’uscita tutti si agitano, io penso
è normale, ’sti arabi anche quando sono tranquilli
sembra che sono incazzati con il mondo!>. Mi ferma un
tipo italiano, forse dell’ambasciata (ah! se gli avessi
dato retta!):
<Sei Italiano?>
<Sì>
<Sai già come uscire dall’areporto?>
<Sì, sono con un Libanese, anzi vado sennò lo perdo,
<Grazie>
<Comunque se hai problemi siamo qui!>
<Ok>
Forse se mi avesse detto “salve sono
dell’ambasciata qui sta succedendo un casino perchè
non se ne torna a casa?” avrei capito l’antifona.
Invece no.
Usciamo e comincia una contrattazione del tipo Libanese con
una serie di personaggi, esercito, pseudotaxisti, donnette,
tutti urlano e sudano.
Arrivano macchine e scooter, tutti sgommando e urlando e
sudando. Montiamo su una monovolume con le valigie e tutto
il resto. Ci sono due autisti, nel senso che sono seduti in
due al posto di guida uno sopra l’altro. Cazzo questo mi
doveva fare insospettire. Il mio amico continua a parlare al
cellulare. In arabo e io non capisco niente.
Facciamo un chilometro schivando sassi e vetri rotti.
Niente di più di cose già viste ai derby più caldi o a
qualche manifestazione no global. Arriviamo ad un primo
posto di blocco degli sciiti, scendiamo dalla macchina e
proseguiamo a piedi in mezzo alle barricate, un po’
peso ma quasi pittoresco. Poi un secondo posto, ma sempre
ci aprono un varco, per andare avanti paghiamo varie
mazzette, sempre uguali ’sti arabi, basta che prendono
i soldi, penso io.
Montiamo su un’altra macchina e cominciamo una gimcana
(si scrive così? esiste ’sta parola?) tra le pietre,
le gomme bruciate, macchine e motorini che non seguno più
il senso della strada. Giriamo per 20 min sui cavalcavia,
riscendiamo e risaliamo. Finalmente entrimao in un
quartiere o meglio una baraccopoli che poi vengo a sapere
essere il quartiere sciita. La situazione sembra già più
tranquilla. C’è tanta povertà, è tutto distrutto, è
la classica Beirut come è nell’immaginario collettivo,
la Beirut bombardata.
Dopo molti violi tra case distrutte cominciamo ad entrare
nella Beirut popolare (quella di prima era disumana…)
case vecchie degli anni settanta o primi ottanta, insomma
del dopo guerra (la loro). Ci sono posti di blocco
dell’esercito ma noi passiamo sempre. La situazione
sembra andare verso la normalità.
C’è l’esercito armato fino ai denti e i tank in
mezzo alla strada ma sembra tutto più o meno tranquillo.
Entriamo nelle zone ricche, super palazzoni (non roberto..)
con pareti di cristallo, quelli che pubblicizzavano sulla
rivista dell’aereo “investi nel real estate in
Libano, rivalutazione sicura!”, alberghi a 4 e 5
stelle, il mare, il lungomare pieno di palme, lo yacht
club. Cazzo, figata!
Il mio distributore mi assicura che tutto tornerà
tranquillo il giorno dopo, forse. FORSE?!?!?!?!?! e me lo
dici così? che vuol dire forse?!?! Mi spiega allora cosa
è successo tra governo sunnita e opposizione sciita! Cazzo
ma non me lo poteva dire prima di partire?!?!?!?!?!
Vengono a cena nel mio albergo e li vedo con una faccia
scura:
<Che succede?>
<Mi sa che questa volta non si chiude in una giornata>
<Bene, e io come torno?>
<Non preoccuparti, domani vediamo come evolve…>
Domani arriva (oggi…)(o ieri…dipende), la mattina mi
vengono a prendere e andiamo in giro per la città;
c’è un casino di gente, traffico, negozi aperti, ma le
faccie sempre scure:
<Notizie sulla situazione?>
<Non si sa ancora niente, alle 12 si saprà>
Poi diventano le 16. Nel frattempo andiamo a pranzo in un
bel ristorante, è pieno di gente.
Prima delle 16 mi riportano in hotel per un riposino ma io
non sono stanco, più tardi capirò che probabilmente
volevano aspettare le fatidiche 16 a casa loro.
Scatta l’ora X e Nasrallah il capo degli sciiti
(c’hanno sempre bisogno di un coglione esaltato che
decide delle loro vite!!!!) fa una video conferenza
(perchè lui si caga in mano!) e dice che con il loro
comportamento il governo sunnita gli ha dichiarato guerra e
che se non ritornano sulle loro decisione il popolo sciita
non esiterà a combattere contro i fratelli mussulmani e i
cristiani (perchè già che c’erano ce se so’ messi
de mezzo pure questi!!!).
Dopo 30 min dalla dichiarazione di guerra scoppia
l’inferno!
Dalla mia camera si sentono raffiche di mitra a rotta di
collo, non due schioppettate come i nostri cacciatori di
quaglie, mitragliate, quelle vere. Mi affacio alla finestra
(lo so che non si deve fare, ma la curiosità è troppo
forte!) e vedo gente scappare, macchine che corrono
all’impazzata, militari che imbracciano i fucili.
Sparano, Sparano, Sparano, ’sti deficenti si stavano
sparando, l’uno contro l’altro, fratello contro
fratello. Ma saranno idioti!!!!
La strada sotto l’albergo si è svuotata in un attimo.
Ma da qualche via limitrofa arrivava il suono assordante
della guerra. Mitra e granate. 1 ora di fuoco ininterrotto.
Mi sono cagato in mano. Non era esattamente come vedere la
Gruber in Tv, era un po’ più forte. Ogni tanto
controllavo che non arrivassero sotto l’albergo, il
rumore era fortissimo, sarà perchè le strade erano vuote
e rimbombava tra i palazzi ma sembrava fossero in camera!
La guerra fa paura! Come sono felice di essre nato e vivere
in Italia. Mi sta simpatico anche Berlusconi! Va bhè….
Mi chiama l’ambasciata italiana che io avevo contattato
prima di tutto ’sto casino per sapere se il mio volo del
giorno dopo era annullato o c’era ancora qualche
speranza. Mi dice di rimanere in Hotel che la mia è una
zona calda (sì, anche il mio culo!) e di aspettare
disposizioni che appena possibile mi avrebbero fatto
sapere.
Ho 2 canali, quello ufficiale dell’ambasciata che mi
farà sapere e quello del mio distributore che mi farà
sapere.
Si poteva uscire dal Libano andando in Siria ma la via di
Damasco è stata bloccata da questi fanatici del cazzo! Si
potrebbe uscire via mare andando a Cipro ma attualmente non
si può uscire dall’hotel. Staremo a vedere.
Nel frattempo continuano a sparare e a tirare bombe, meno
ma fanno paura.
Ho cenato in albergo con 2 tedeschi (mai che in queste
situazioni ci si trovasse con 2 ukraine! cazzo almeno me la
godevo!) nella stessa mia situazione. Abbiamo fumato
Marlboro e bevuto vino e mi è venuto un conato di
letteratura!
Ho dovuto scrivere per far scendere la tensione. Se siete
arrivati fino in fondo vuol dire che avete avuto pazienza,
grazie!
Peace and Love
Alessandro Pazzaglia
Beirut 9 Maggio 2008









1 Comment
May 10, 2008 at 3:29 pm
Minchia, Ale! Ti aspettiamo in Italia–torna subito e raccontaci tutto!
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